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Concerto di Natale

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Spettacolo di Natale 2016

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Bollettino novembre 2016

bollettino novebre 2016

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Congresso Eucaristico Diocesano 2017

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Nuovo incarico per Don Massimo e suo trasferimento

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Saluti di don Massimo alla comunità

Questa – poteste pensare voi – è l’unica Messa senza avvisi …. Non sarà così, mi dispiace.

La prossima settimana non verrà nessun sacerdote durante i giorni feriali. Saranno, invece, assicurate le Messe festive e prefestive dell’Immacolata e di domenica 11. Dalla settimana successiva, tornerà tutto normale. Un sacerdote verrà anche nelle celebrazioni feriali. Guardate sempre il foglietto che viene preparato in fondo alla chiesa e nel blog parrocchiale. Il nuovo parroco, don Gregorio, verrà l’8 gennaio alle ore 18. Per quel giorno, dovrete essere bravi nell’accogliere il dono di Dio per questa comunità. Per quel che riguarda me, sarò da domani a disposizione della Comunità di Castel San Pietro Terme e vivrò i giorni natalizi lì. Don Lorenzo, un mio compoagno di classe in Seminario, verrà a sostituirmi. Mi tratterò a Castel San Pietro fino all’08 gennaio. Dopo mi dovrei trasferire a Villa Pallavicini per iniziare il mio servizio al mondo dello Sport, unitamente a quello del mattino relativo all’Economato della Diocesi.

Ora, qualche pagina di ringraziamenti. Perdonate se mi allungo un po’, ma è l’ultima volta… Continua a leggere

Omelia di saluto di don Massimo

Un Vangelo d’Avvento, fatto di un’attesa bruciante, a tratti angosciosa. L’attesa può essere anche violenta.
“Già la scure è posta alla radice degli alberi…”
Ne ho fatto esperienza in questi giorni, a partire dal 13 novembre quando feci pubblica la volontà dell’Arcivescovo di trasferirmi e la mia libera scelta di aderirvi.
Ogni giorno, con un’intensificazione continua, ho avvertito la violenza dolce e commovente di questa scure posta alla radice di questa mia esperienza umana, cristiana, pastorale in questa terra. Penso che come me, molti abbiamo trascorso giorni in attesa di questo giorno.
Ciò che sta avvenendo, tuttavia, non può essere vissuto solo a livello delle emozioni umane, né ridotto a qualcosa di personale. Questa circostanza è un dono fatto da Dio a me, a questa comunità: un dono per comprendere la bellezza di appartenergli, di edificare la Chiesa, di lavorare per l’unità, di servire il Regno.
“La scure è posta alla radice” dice il Vangelo questa sera consegnandoci una parola severa, intensa. Non c’è tempo. Stanno giungendo i giorni della verità, quelli in cui si “raccoglierà il frumento nel granaio” e verrà “bruciata la paglia nel fuoco inestinguibile”. Ci sono giorni in cui realizzi: “Quanto tempo mi rimane per amare?”, “Quanto tempo mi resta per fare quello che devo fare?”. Non è vero che ho sempre del tempo. Questi giorni hanno il sapore anche del rammarico perché fanno emergere quello che non si è fatto, le occasioni perse, le persone a cui non si è prestata attenzione… Continua a leggere

Crocetta saluta don Massimo

Caro Don Massimo                                                    Crocetta 20 novembre 2016

Anche io, secondo l’incarico ricevuto, avrei dovuto scriverti queste righe in rima! Ma……già è difficile mettere nero su bianco i nostri sentimenti, figurati facendolo con rime baciate!!!!

Tu  per noi di Crocetta sei stato un grande punto di riferimento: hai rappresentato la continuità con Don Ugo, ci hai praticamente donato Don Giovanni, ci hai aiutato nel nostro servizio a volte spronandoci, a volte riportandoci con i piedi per terra. Ci hai dato equilibrio e concretezza. E’ vero andrai a Bologna, a soli 30 chilometri da qui ma non ti nascondiamo che “lo strappo” ci ha addolorati! Ci sentiamo spaesati, soli, sbigottiti proprio nel periodo dell’Avvento; non ti nascondiamo che dobbiamo ancora riprenderci da quella famosa domenica quando ci hai dato la notizia.

Papa Francesco dice che i sacerdoti devono tornare tra le pecore, …”avere la loro puzza…” … e noi, ci chiediamo, non siamo anche noi le tue pecore??? (…a volte anche caproni…come dice Don Giovanni!).

Don Giovanni un giorno, parlando della tua mamma ammalata ha riferito una frase di lei:  ”non capisco ma accetto e ubbidisco affidandomi al Signore”. Ebbene nelle tue parole di domenica scorsa abbiamo sentito tutto questo: la tristezza del distacco, l’angoscia e l’incertezza del futuro, la rassegnazione all’obbedienza e anche e soprattutto la tua grande grande fede impressa nel tuo sì!! Questa è l’eredità che ci lasci: l’obbedienza anche faticosa, con la sicurezza nel cuore che i disegni di Dio sono troppo grandi perchè noi possiamo anche solo intravederli….come dice Don Giovanni “siamo tutti dei poveretti!”. Il tuo cellulare rimarrà sulla nostra rubrica telefonica: quando avrai tempo e voglia, anche solo con un messaggio, noi ci saremo. Le colonne di Crocetta, Dario e Alfonsina, Marco e Giovanna, il coro, le “pie donne” Loretta, Isa, Clara, Anna, Rina…. e tutta la comunità intera terranno sempre le porte e i cuori aperti per te.

Caro Don Massimo, in fondo sei solo una piccola piccolissima goccia, come del resto ognuno di noi, ma, come diceva Madre Teresa, goccia dopo goccia si forma il mare. E con l’aiuto di Dio vogliamo che questo mare che è la Chiesa diventi sempre più grande, sempre più azzurro e trasparente, illuminato dalla luce di Dio!!! Ma adesso è ora di salutarti e stavolta lo faccio in rima…

Che Dio dal cielo nella sua bontà
Ti doni salute pace e serenità
E paterno su di te la mano stenda
E con quella di Maria la Sua benedizione su di te discenda!!!!

IL CORO E LA COMUNITA’ DI CROCETTA

Omelia 1 dicembre – presso zona industriale ditta Berardi

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Vorrei iniziare ponendo a principio delle mie parole una parola più grande e più vera di tutte le successive parole che questa sera condivideremo.

“Rendete grazie al Signore perché è buono perché il suo amore è per sempre”.

Questa sera il Signore, nelle parole del Salmo, ci invita a rendere grazie, cioè ad attivare quella dimensione umile di riconoscere di aver ricevuto. Ho detto umile perché ringraziare è solo di chi non si appropria di meriti, capacità, mezzi, possibilità, talenti, opportunità. Solo l’umile, in fondo, può dire con verità “Grazie” perché riconosce in altri la ragione della propria condizione e in un Altro, con la A maiuscola, la natura più profonda del proprio essere.
E’ vero o non è vero che quello che quello che possiamo fare è sempre per l’aiuto, la collaborazione, la correzione, il coraggio, l’intuizione di altri? Quante persone sono protagoniste, ognuno col proprio ruolo, del percorso di vita che stiamo percorrendo?
Io stesso sono qui a ringraziare ciascuno di voi per questo pezzo di strada compiuto. Continua a leggere

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La zona industriale saluta don Massimo

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