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Castel Guelfo – Musical di Don Bosco

Manifesto Musical Don Bosco CG

ESTATE RAGAZZI e … Restate ragazzi

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Manifesto ESTATE RAGAZZI

Infiorata 2015

Le foto più belle dell’Infiorata 2015

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Sagra del vino e della Ciambella

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Sagra del Vino e della Ciambella 2015

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Omelia matrimonio Bruno e Manuela

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Vorrei offrirvi alcune parole per stare dinanzi al Vangelo che abbiamo ascoltato e a questi sposi, e al loro mistero.

La prima parola è COMUNITA

Bruno e Manuela hanno compiuto una scelta singolare, almeno di questi tempi. Hanno deciso di sposarsi domenica, giorno del Signore e nell’ora della Messa principale della giornata. Difficilmente, celebro matrimoni la domenica mattina.
Qual è il senso di questa scelta?
Il matrimonio non riguarda solo due giovani che decidono di sposarsi e che organizzano perciò una festa, invitando le persone più care per la propria vita. Va bene anche così, certo… ma questa scelta è molto interessante e ci aiuta a comprendere il valore di una scelta che costruisce la Chiesa, che fortifica la città.
Oggi sono presenti in tanti che non conoscete e non sono invitati da voi. Sono invitati da Dio, ma la vostra scelta li coinvolge. Tutta la Chiesa idealmente è invitata a queste nozze. E la Chiesa sente il debito verso tutte le famiglie perché una famiglia è una chiesa domestica. Ogni matrimonio ha un valore sociale, oserei dire politico, perché costruisce la città, sostiene la convivenza degli uomini, rigenera il tessuto comunitario, garantisce l’unità, assicura il bene di tutti. Continua a leggere

Il Cardinale saluta Castel Guelfo

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“A questa periferia, che è Castel Guelfo, il Vescovo Carlo ha voluto molto bene”, con queste parole di riconoscenza, Don Massimo Vacchetti descrive alla sua comunità il contributo umano e religioso del Cardinal Carlo Caffarra, che lunedì scorso ha abbracciato il paese con la sua presenza, invitato a celebrare la Santa Messa nella Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù e San Giovanni Battista. “Sono molto stanco” ha confessato Caffarra nella sua omelia, la precedente notte passata in bianco, ma soprattutto i tanti anni di attività sacerdotale alle spalle, che egli ha vissuto con dedizione e con una forza spirituale tangibile e di cui ancora si apprezzano i frutti. “Che bello!” ha esclamato Caffarra entrando in chiesa, attraversando le navate popolate dai fedeli e contemplando l’altare illuminato anche dalla presenza dell’icona fiorita della Madonna della Pioppa. L’accoglienza inaspettata ha colmato di gioia il cuore del Cardinale, commosso nel ricevere l’abbraccio spontaneo dei bambini, cresimandi o freschi di Prima Comunione, che lo hanno raggiunto in sagrestia dopo la cerimonia e ai quali ha voluto ricordare Pio X, che a inizio secolo ‘900, dava facoltà ai bambini di accostarsi alla Santa Comunione avendo come unica premura che sapessero distinguere il pane della Tavola da quello dell’altare. Quasi travolto dagli abbracci e dalla diffusa commozione, il Vescovo ha ricevuto in dono qualche “frutto della nostra terra”, citando uno dei canti liturgici: una cesta di salumi dai Capelli, una cesta di frutta dalla Tampieri del centro, una cesta di miele dell’apicultura Landi, il tutto omaggiato dalle singole realtà.

Una ricorrenza preziosa questa, se è vero che forse sarà l’ultima nella fitta agenda dei suoi impegni istituzionali e non.

Vescovo della Chiesa di Bologna nel Dicembre dal 2003 quando a Roma ancora era vivo Papa Giovanni Paolo II, si presume possa trattarsi dell’ultima visita guelfese da parte del Cardinale, anche se, di fatto, non sono ancora giunte ufficialmente le dimissioni. “Siamo grati di averla avuta tra noi” conclude don Massimo. “Castel Guelfo le ha voluto e le vuole bene. Il Signore la benedica. Lei ora benedica noi”.

Omelia matrimonio Elisa e Samuele (Mt 6,25-34)

“ Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”.

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La pagina di Vangelo che gli sposi hanno scelto è ricco di parole preziose…

“Non affannatevi”. Tante volte il Signore usa il termine “non temere”, “non avere paura”, ma questa sua parola è estremamente moderna. L’ansia è un tratto caratteristico del nostro tempo. E’ un segno distintivo della nostra generazione. Di te. Ansia di controllare tutte le cose e di tutto averne il dominio. Ansia di riuscire nella vita, ansia di fallire, ansia di fare cose perché il vuoto ci fa paura. Ansia di prendere decisioni che ci vincolano e ansia di precarietà, cioè assenza di vincoli… Ansia di relazioni, ansia di non essere accettata, ansia di stima…

Ci sei in pieno, no? Lo stesso vestito per questa giornata non è stato motivo d’ansia? Ma la preoccupazione più grande, l’ansia più grande è quella che riguarda la propria vita. Sarò in grado di vivere? Sarò in grado di essere moglie? Sarò in grado a di essere fedele? Sarò in grado di perdonare? Sarò in grado di essere padre? Quante preoccupazioni…Quanti giovani si perdono dietro le loro giuste e ragionevoli preoccupazioni! Quanta vita viene sprecata perché le preoccupazioni ci tolgono vita e ci impediscono di prendere decisioni. Il primo modo di vincere le preoccupazioni è vivere oggi. Il “domani ha già le sue inquietudini”. Oggi è il giorno che hai per amare. Forse, se pensi al per sempre, se pensi a “tutti i giorni” un po’ di ansia può anche venirti, ma se pensi ad oggi, ce la puoi fare. Continua a leggere