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Concerto di Natale

CONCERTO DI NATALE

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       Pioggia di applausi giovedì sera per il Concerto di Natale che si è tenuto nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù e San Giovan Battista di Castel Guelfo. Un coro di tutto rispetto coordinato da Gloria Forni, responsabile del gruppo parrocchiale che accompagna con i canti le S. Messe domenicali.

La chiesa gremita ha manifestato grande stupore nel vedere il gruppo dei coristi al suo completo, circa venticinque elementi per ogni fascia di età, dai bimbi di 4 anni, alle ugole più esperte di ragazzi e adulti over 60. Il grande affiatamento tra loro si è tradotto in un tripudio di voci che hanno riecheggiato per tutta la sera tra le navate della chiesa.

I canti natalizi sono stati presentati in maniera originale attraverso il dialogo tra due angeli che di volta in volta hanno rappresentato con piccoli intermezzi il titolo del brano. Sullo sfondo immagini suggestive con frasi lette da una voce fuori campo anticipavano l’apertura del sipario che scopriva il coro.

“L’amore fa miracoli” cita il titolo di un brano tra quelli eseguiti, ed è questa l’apertura con cui Gloria Forni racconta con soddisfazione la riuscita dell’esperienza e i suoi preparativi. “Sono molto contenta per la serata e per la calorosa partecipazione. Abbiamo fatto le prove tutte le settimane da metà ottobre, e ciascuno ha dato il proprio contributo per la realizzazione del concerto , così, proprio come l’avevamo immaginato.”

Il ricavato della serata andrà in beneficenza per i due progetti umanitari che la parrocchia abbraccia dall’inizio dell’anno. Uno si riferisce all’acquisto di un macchinario medico che verrà devoluto in Kenya per la prevenzione dell’AIDS, e l’altro a supporto di una struttura ospedaliera a Betlemme. (Mary Pantano)

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Scuola dell’Infanzia “Madonna della Pioppa” – Recita S. Natale 2010

Sta per nascere Gesù…

Racconto di Natale: “Come andarono le cose” di Vittorio Sedini
Carissimi angioletti – disse Gesù bambino – senza offesa, andate a cantare un po’ più in là. Bisogna proprio che nessuno sappia cosa sta succedendo qui!”. Obbedienti come sempre (quasi tutti tranne uno, non so se sapete) gli angioletti se ne volarono più in là.Poi chiamò al telefono i Re Magi e li pregò di lasciar perdere, di non scomodarsi, che il deserto è pericoloso, che ci sono i predoni eccetera eccetera. Questi risposero saggiamente “Ottimo consiglio, Signore, vuol dire che ci vedremo un’altra volta, magari in primavera. Sa, l’artrite, la cervicale, sul cammello non va mica tanto bene…” E non se ne fece nulla. Quanto ai pastori e alle pecore, fu più facile. “Sciò, sciò, care bestiole ! Scappate che arriva il lupo!”. Naturalmente i pastori se la diedero a gambe e le pecore… dietro!A questo punto, se Dio volle, i dintorni della capanna, diventarono più che mai deserti e tranquilli. Sembrava una notte qualsiasi. Sfumata la festa se ne erano andati tutti ed era rimasto lì soltanto l’omino della polenta che aveva sperato fino all’ultimo in una serata di buoni affari. Deluso e un po’ stupito, si avvicinò al Bambinello e gli chiese “Ma cosa ti è saltato in mente? Perché hai fatto questo? Perché hai cacciato via tutti?”.

“Vedi amico – rispose Gesù Bambino – non volevo che a causa di questa notte così bella, tutti gli anni sotto Natale i posteri si cacciassero in un traffico pazzesco avvelenando se stessi e il prossimo. E che corressero in giro come pazzi diventando più cattivi invece che più buoni. Non volevo arricchire i fabbricanti di panettoni . Non volevo che i bambini venissero travolti dalla nevrosi della play station. Non volevo che uscisse il film di natale. Non volevo che quello strano vecchio vestito di rosso si infilasse proditoriamente nel mio compleanno…”. E continuò enumerando tutte le sciagure che ben conosciamo e che ci affliggono da novembre a gennaio, tutti gli anni.

L’omino della polenta ne tagliò cinque fette. Ne diede una al Bambinello, una a Maria, una a Giuseppe, una all’ asino e una al bue. Ne tagliò una anche per sé e tutti insieme fecero una semplice ma indimenticabile cenetta. Come potremmo fare noi a Natale invece che strafocarci di mille porcellerie. Nessuno ce lo proibisce.