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PELLEGRINAGGIO MEDJUGORJE

pellegrinaggio

 

MEDJUGORJE 2013

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Racconto di un pellegrinaggio in Polonia

GRAZIE VIRGINIA

 Lo abbiamo ammesso fin dall’inizio, noi in Polonia ci siamo andati soprattutto per vedere dove vive ora Virginia, per riabbracciarla, consolarla e poterla meglio consigliare.

Ricordiamo ancora con molta gioia la nostra visita in Bolivia, la sua prima terra di Missione, era il 1996, Virginia già da tre anni, ancor prima che fosse definitivamente consacrata Missionaria dell’Immacolata di Padre Kolbe, era stata inviata, nel centro Medico di Montero, vicino a Santa Cruz, dove lei poteva svolgere il compito per il quale fino a quel momento si era preparata,  l’assistente sociale.

In quel grande e ospitale complesso che le Missionarie dirigevano in Bolivia, oltre alla chiesa Parrocchiale e alla loro grande casa, c’erano gli ambulatori e il suo  piccolo studiolo, dove lei riceveva le persone che avevano le difficoltà più disparate; erano quelli i primi contatti con la gente che poi andava ogni giorno a visitare nelle loro case, negli orfanotrofi o incontrava per la strada. Tutti la conoscevano, in quel barrio molto popolato, dove i bambini a centinaia vivevano in strada e le motorette facevano il servizio taxi. La gente era povera ma riconoscente del poco che aveva e le Missionarie erano tutte chiamate “Madri”. In quelle due settimane che abbiamo passato con lei, anche Stefano ed io abbiamo scritto decine di lettere per le adozioni a distanza che le si erano accumulate, abbiamo incontrato le famiglie, visitato gli hogar (orfanotrofi), ridipinto nel cortile la statua della Immacolata e imparato l’Ave Maria in castigliano perchè i momenti di preghiera facevano da supporto a tutta la giornata. Virginia sarebbe poi rimasta altri 13 anni in quella terra trasferendosi negli ultimi a Cochabamba dove le Missionarie hanno aperto una nuova casa e rilevato una Radio.
Quella casa  Stefano ed io non l’abbiamo vista perchè i nostri figli erano troppo piccoli e la Bolivia troppo lontana e impossibile da raggiungere con un mezzo che non fosse l’aereo. Così riabbracciavamo Virginia ogni 3 anni. Due anni fa il grande cambiamento, Virginia è stata inviata in Polonia.

Il nostro impatto con la Polonia è stato bello, non c’erano i cappellini di paglia e la camionetta delle Missionarie ad aspettarci, ma Virginia sorridente e il pullman con il buon Jiby, l’autista paziente e pronto ad accompagnarci in ogni tappa del nostro pellegrinaggio perchè questa volta non eravamo soli, c’erano i nostri figli Marco e Maria Anna e Don Massimo con una comitiva di 34 pellegrini, non solo guelfesi, disposti a fare questo viaggio “Sulle orme di San Massimiliano Kolbe e visitare i luoghi cari a Papa Giovanni Paolo II”.

Sono stati quattro giorni intensi, passati in fretta, al passo della carrozzina di Antonio, che ci ha insegnato, come nonostante la malattia incomba, c’è chi per fede, ha ancora il grande desiderio di pregare e raggiungere i santuari più belli dove la  Madonna si è manifestata ed è riconosciuta come Regina e Mamma celeste, per poterla ringraziarla di tutto il bene che da lei ha ricevuto. Continua a leggere

Ricorrenza San Massimiliano Kolbe

Cappella Missionarie di Padre Kolbe – Harmeze

14 agosto  

San Massimiliano Kolbe

Nel mese di  luglio del 1941 ad Oświęcim, nel campo di concentramento di Auschwitz, ci sono migliaia di prigionieri; costretti a vivere una vita di stenti, trattati da sub umani, obbligati a lavori estenuanti, vittime di  violenze di ogni sorta,  senza un attimo di respiro, di pace, di intimita’. I prigionieri sono sempre sotto stress psicologico, impietriti dalla paura, con lo spettro della morte sempre sotto gli occhi e nel cuore l’intimo desiderio di uscire vivi da quell’inferno per poter riabbracciare i propri cari, ognuno cercando nel proprio cuore un motivo a cui aggrapparsi, come un’ancora di salvezza per restistere e  sopravvivere, per continuare a lottare e sperare.

Gli altri, gli aguzzini sono in molti, obbediscono alla legge dell’odio, imposta dal terzo Reich di Hitler, il quale ha costruito su di  essa  la sua forza. Sono i nazisti, gli ufficiali e i medici  delle SS, i  capò, gli anziani dei blocchi… a tutti loro è concesso potere, molti di essi lo usano arbitrariamente, arrogandosi il diritto di uccidere senza pietà i poveri prigionieri,  anche loro sono sorvegliati e per sopravvivere nella mostruosa macchina della morte che è stata messa in  funzione,  devono dimostrare di essere “coraggiosi”, lì dove il coraggio è inteso come violenza, sopraffazione sull’altro, e per questo tipo di “coraggio” ricevono a cambio un premio di “buona condotta”.

La libertà per i prigionieri è una chimera, è un sogno ardito, alimentato da una tenue speranza. Chi non vorrebbe fuggire da quell’inferno?  Tutti la desiderano,
ma sanno bene che non è possibile averla senza pagare un prezzo molto alto. Un uomo desidera ottenerla a qualsiasi costo, sa bene che mettera’ a rischio la sua vita e quella degli altri prigionieri, perchè chi infrange la legge del campo va incontro a una morte certa. Infatti anche lui, come gli altri ha assistito a pubbliche esecuzioni di prigionieri come ammonimento, ma il suo desiderio di vita è irresistibile, lui vuole vivere, quindi pensa, progetta, prepara la fuga. Alla fine di luglio ecco l’occasione, durante il lavoro nei campi  riesce ad occultarsi dallo sguardo del capò. Verso sera quando i prigionieri rientrando al campo di  Auschwitz  oltrepassano il cancello a ritmo della marcetta allegra, suonata dalla banda, come la mattina vengono ricontati, ma i conti non tornano, manca un prigioniero! Scatta l’allarme, ululano le sirene, brividi di terrore scorrono lungo la schiena scheletrica dei 600 prigionieri del Blocco 14, ciascuno prega e spera che il fuggitivo sia ritrovato. Continua a leggere

Pellegrinaggio in Polonia – Mancano 18 giorni

Un appuntamento che, se lo vuoi,  è in grado di cambiare la tua vita.

campo Auschwitz maggio 2011

L’ appuntamento è proprio  con alcuni grandi  nella fede e nell’amore che il mondo ha conosciuto nella storia del XX secolo e noi li incontreremo!

Sostenuti dalla forza dell’amore di san Massimiliano Kolbe visiteremo il campo di Auschwitz che ha segnato la pagina più tragica della storia del secolo scorso; fisseremo lo sguardo su ciò che di più meschino l’essere umano è in grado di fare, ma ci rincuorerà scoprire la grandezza della persona umana se solo mette la sua mano in quella di Cristo e si affida a Lui, ripercorrendone le orme.

A Cracovia incroceremo per un momento san Massimiliano Kolbe che con il suo giovanile entusiasmo diffonde la Milizia dell’Immacolata in Polonia. Poi  seguiremo  Karol Wojtyła dai primi anni della sua gioventù fino all’elezione al oglio di Pietro e comprenderemo il grande influsso del beato sulla storia di questa terra polacca, oltre che di tutto il mondo. Ci stupiremo ammirando le bellezze racchiuse nella miniera di sale, vero capolavoro di minatori artisti, patrimonio dell’umanità.

Virginia

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15 maggio – Pellegrinaggio a San Luca

Servizio Rai sulla scuola “Giovanni Paolo II” di Castel Guelfo a Roma

Scovati anche in mezzo alla straordinaria folla del 1 Maggio 2011 i ragazzi della scuola elementare e media intitolata a Giovanni Paolo II sono stati intervistati in questo bel servizio di Rai Tre Regionale.

Perchè andare in Pellegrinaggio in Polonia

PERCHE’ ANDARE IN PELLEGRINAGGIO IN POLONIA

Virginia gennaio 2011

Carissimi con gioia ho visto che finalmente è stato lanciato il pellegrinaggio in Polonia nel nostro Blog parrocchiale e mi è venuto in mente di scrivervi. Immagino che alcuni stiano pensando: “Accidenti, costa 400 euro, cosa faccio? Vado o no?” “E poi perchè andare in pellegrinaggio proprio in Polonia? Passi a Lourdes o Medjugorje, ma in Polonia!”

Si va in pellegrinaggio a Lourdes per sperimentare la forza curatrice che proviene dall’incontro con la Madonna. Una forza capace di curare il corpo e ancor di piu’ lo spirito dei pellegrini.

Si va in pellegrinaggio a Medjugorje per sperimentare la pace  e la gioia che provoca la presenza della Madonna, in quella terra che si è scelta come la sua parrocchia, da cui continua a parlare al mondo. Si va per riscoprire la bellezza della preghiera che ci rende tutti  fratelli nel Signore Gesu’. Infatti,  accanto a te ci può essere  uno che prega in francese, un altro in rumeno, un altro in polacco, ecc. Se poi  sei fortunato oltre a incontrare un veggente, magari puoi essere presente a un’apparizione!

Ma perchè si va in pellegrinaggio in Polonia? Vi scrivo solo per condividere la mia esperienza di pellegrina in Polonia. La  1º volta che ho fatto un pellegrinaggio in Polonia è stato durante la settimana santa del 2000, un’esperienza che mi ha segnato profondamente piu’ di ogni altro pellegrinaggio e che  continuo a vivere insieme ai pellegrini con cui il Signore mi dona di condividere durante questa mia missione in Polonia. Ripensando alla mia esperienza potrei riassumere il pellegrinaggio con questi 3 verbi: RIFLETTERE, INCONTRARE, SPERIMENTARE.

Campo di concentramento di Auschwitz

 

Si va in pellegrinaggio in Polonia innanzitutto per RIFLETTERE prendere coscienza di chi sei tu, dove stai  andando, cosa hai fatto finora e quale cammino scegli di percorrere durante la tua esistenza. Queste riflessioni nascono nel cuore mentre si visitano i campi di concentramento di Auschwitz, di Birkenau. Mentre ascoltando la guida o la missionaria si prende coscienza di cosa noi esseri umani siamo capaci di fare nel bene e nel male, dove arriva il male e cosa può frenarlo. Cosa ci rende veramente liberi nonostrante possiamo trovarci in situazioni di oppressione. Auschwitz è veramente solo a Oświęcim (la città  polacca dove si trova il campo di concentramento) o esiste dentro ciascuno di noi? E’ possibile vedere la luce in mezzo all’oscurità? E’possibile amare anche quando non ci sentiamo amati? Il Vangelo di questi giorni  ci parla dell’amore ai nemici. Fino a dove puo’ spingersi l’amore di un essere umano se si consegna all’Amore per eccellenza che è Dio stesso? Continua a leggere