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IL GIORNO DELLA MEMORIA – Rappresentazione teatrale

Diario serale di un pellegrino in Polonia – secondo giorno

POLONIA  12/01/2011 –

La prima giornata viene interamente dedicata ai campi di concentramento. Virginia ci accompagna prima ad Auschwitz e poi a Birkenau. In mezzo una sosta per un pranzo rapido. Nel tardo pomeriggio, guardiamo una mostra nei locali della Parrocchia lasciata da uno dei primi internati nel campo.

 La giornata è fredda, ma non troppo. Bisogna coprirsi bene e si parte. Distiamo solo cinque di chilometri. Ci attende una guida molto cordiale che, grazie a Dio, parla italiano. Scoprirò più tardi che nel campo ha perso il padre e lo zio, ma è molto pudico in tutto quello che racconta. Auschwitz nasce come luogo di detenzione principalmente di polacchi. La Polonia ha pagato un prezzo enorme durante la guerra e dopo la guerra forse nemmeno troppo riconosciuto. Invasa dai tedeschi, liberata e poi nuovamente occupata dai sovietici che dell’occupazione del ’39 ne furono comunque i complici. Solo successivamente con la nascita di Birkenau, dal ’42 in avanti, diviene il luogo dell’eliminazione degli ebrei. Il campo è schoccante. Distese di capelli, di valigie, di pettini o di giocattoli dei bambini ci danno un’idea delle aberrazioni compiute in quel luogo. Le baracche dove i detenuti sono stati ammassati come topi in mezzo ai topi non sono quasi state toccate e si cammina ancora sugli stessi pavimenti e si toccano quelle pareti. Si raggiunge il blocco 14 davanti al quale Massimiliano, una mattina di fine Luglio esce dalle sue fila per chiedere – cosa mai vista ne’ prima ne’ dopo il campo – che fosse accettato il cambio della sua vita con quello di un altro prigioniero scelto. Tutto era nato dalla fuga di un prigioniero e la legge del campo impone la morte per fame nel blocco della morte, il blocco 11. Tra i dieci prescelti, uno chiede, com’è  normale che sia, di essere risparmiato. A quel punto, Massimiliano, contravvenendo alle leggi del campo, compie un passo avanti e si rivolge al. capo delle SS: “Prendete me al  suo posto” , “ Chi sei?” “ Sono un sacerdote cattolico”. Lo scambio viene accettato. Continua a leggere