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AFFRETTATEVI: Sono aperte le iscrizioni di Estate Ragazzi 2018!!!

inno ER 2018

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Preghiera per il nuovo anno

Signore, alla fine di questo anno 2017 voglio ringraziarti per tutto quello che ho ricevuto da te, grazie per la vita e l’amore, per i fiori, l’aria e il sole, per l’allegria e il dolore, per quello che è stato possibile e per quello che non ha potuto esserlo.

Ti regalo quanto ho fatto quest’anno: il lavoro che ho potuto compiere, le cose che sono passate per le mie mani e quello che con queste ho potuto costruire.

Ti offro le persone che ho sempre amato, le nuove amicizie, quelli a me più vicini, quelli che sono più lontani, quelli che se ne sono andati, quelli che mi hanno chiesto una mano e quelli che ho potuto aiutare, quelli con cui ho condiviso la vita, il lavoro, il dolore e l’allegria.

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono per il tempo sprecato, per i soldi spesi male, per le parole inutili e per l’amore disprezzato, perdono per le opere vuote, per il lavoro mal fatto, per il vivere senza entusiasmo e per la preghiera sempre rimandata, per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi, semplicemente… ti chiedo perdono.

Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità, tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno, io fermo la mia vita davanti al calendario ancora da inaugurare e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria, la forza e la prudenza, la carità e la saggezza.

Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà, chiudi le mie orecchie a ogni falsità, le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste o in grado di ferire, apri invece il mio essere a tutto quello che è buono, così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni e le sparga a ogni mio passo.

Riempimi di bontà e allegria perché quelli che convivono con me trovino nella mia vita un po’ di te.

Signore, dammi un anno felice e insegnami e diffondere felicità.

Nel nome di Gesù, amen.     

Arley Tuberqui

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Castel Guelfo Cracovia GMG

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Caccia al tesoro sabato 24 settembre

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Intervista a Fabrizio

Foto Lorenzo

Fabrizio, l’annuario del seminario registra che tu sei del 1990. Allo stesso modo, si dice che tu sei all’ultimo anno, in sostanza, ad un passo dall’ordinazione diaconale e sacerdotale. Questo significa che sei entrato in seminario subito dopo la maturità. E’ così?
Esatto. Credo che una scossa decisiva per la mia vita avvenne attorno ai 17 anni. Ero agli ultimi anni del liceo, desideroso di proseguire con una qualche laurea e di finire gli studi musicali al conservatorio. Sono però capitate alcune esperienze particolari, dalle quali mi è balzata agli occhi una possibilità diversa e nuova per la mia vita: da qui ho deciso di entrare in seminario.

Molti giovani escono dal liceo e neppure sanno quale facoltà intraprendere. Tu, invece, avevi chiaro tutto? Come si fa a prendere decisioni così radicali? Cosa diresti ad un ventenne che si affaccia alle grandi scelte della vita?
Nulla era chiaro, soprattutto a quell’età dove si è in balia delle suggestioni di un momento. Tuttavia, credo che un punto di forza del giovane sia il desiderio di radicalità e di assolutezza, a volte forse troppo idealizzato, ma pur sempre genuino e capace di dare la forza per compiere scelte significative per sé e per gli altri. Ricordo di aver tratto molto beneficio dalla possibilità di confrontare in modo serrato e schietto i miei pensieri e le mie aspirazioni con due persone adulte –un giovane prete che officiava nella mia parrocchia e una delle mie educatrici – alle quali avevo dato fiducia, poiché si erano rivelate capaci di fare spazio anche a me nella loro vita. Per questo motivo, se dovessi dire una parola ad un giovane che si affaccia ad alcune scelte importanti, mi sentirei di dire quello che si trova anche nella Scrittura, e cioè di fare tutto con consiglio con il consiglio cioè di coloro ai quali si è accordata la propria stima e ai quali, in un certo senso, ci si è consegnati. Continua a leggere

Lettera alla Comunità per la Pasqua 2016

Carissimi amici,
alcune donne – così racconta il Vangelo di Luca – si recano al sepolcro al mattino presto quando il buio non è più buio e la luce non ancora illumina le case e i volti. Hanno in mano degli aromi, degli unguenti preparati per onorare il corpo e per preservare quelle membra dalla corruzione. E’ un gesto di pietà e di misericordia.

La tradizione cristiana annovera tra le 7 opere di misericordia corporale quello di seppellire i morti, intendendo non solo il gesto dell’inumazione del corpo, ma della cura, dell’onore, della visita piena di riconoscenza verso i nostri defunti. E’ un’azione colma di tenerezza, come ogni visita, come ogni fiore, come ogni altro atto che testimoni l’amore e la gratitudine. Continua a leggere

Lorenzo, il magnifico lettore

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Lorenzo, il 17 aprile riceverai il lettorato. Che cosa significa questo appuntamento per te e all’interno del tuo cammino verso il sacerdozio?
La prima cosa che tengo a dire è che sono grato al buon Dio di poter ricevere questo ministero che consiste essenzialmente nella proclamazione delle letture nell’assemblea liturgica, e dunque all’annuncio del Vangelo. Ricevere il lettorato rappresenta una nuova tappa del mio cammino che mi lega sempre di più al Signore Gesù nell’ascolto e nella proclamazione della sua parola. Sono felice di tutto ciò, con l’unico rammarico che quest’anno mi mancherà l’abbraccio di don Attilio, anche se dal Paradiso spero che continui sempre a pregare per il suo Lorenzo!

Questo conferimento avverrà attraverso il nuovo arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi. Hai già avuto modo d’incontrarlo di persona?
Sì. Oltre ad aver avuto con lui un brevissimo scambio il giorno stesso del suo ingresso a Bologna, nel giro di poco tempo mons. Zuppi è già venuto alcune volte  a cenare in seminario con noi, dimostrando nei nostri confronti la più viva vicinanza ed attenzione. Continua a leggere