Archivi categoria: Corsi ed Incontri

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Incontro comunitario con il Vicario per la Sinodalità

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Corso Cresima adulti

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Volantino amiche 2015

Seminario di vita nuova – Il Rinnovamento nello Spirito

Il Rinnovamento nello Spirito Santo è una realtà viva nella Chiesa. Si tratta di una di quelle molteplici modalità con cui lo Spirito ha irrorato la vitalità della Chiesa per renderla non solo più credibile, ma più credente.

E’ un movimento come Comunione e Liberazione, come i Neocatecumenali, come i Focolarini. Espressioni diverse di un medesimo spirito al servizio della Chiesa per comunicare la vita buona del Vangelo. Molte le persone che si sono avvicinate a Cristo e alla Chiesa attraverso questa esperienza che è soprattutto segnata dall’amore per lo Spirito Santo, Consolatore d’animi inquieti e feriti, Luce per animi in cerca di verità e di splendore, Ospite dolce per cuori esiliati e esodati nell’amore.
A partire dal mese di Ottobre fino ad oggi, ultima settimana di Novembre il Rinnovamento ha presentato nella Parrocchia di Castel Guelfo il Seminario di Vita Nuova, una proposta intensa di annuncio agli adulti. Oggi si direbbe un’esperienza di Nuova evangelizzazione.

Chiediamo ad Anna quali conseguenze trae di queste settimane in cui hanno abitato la canonica e la Chiesa di Castel Guelfo in modo simpatico, molteplice e coinvolgente.
Siamo al termine di questa esperienza. Risaliamo indietro. Partiamo da molto indietro.

Come hai conosciuto il Rinnovamento? In che cosa ti ha affascinato attraendoti a Cristo?
Nulla mai è per caso anche se può apparire così. Avevo 24 anni, venivo da una lunga e splendida avventura negli scout ed ero alla ricerca di un’esperienza forte di preghiera da poter vivere assieme al mio “allora novello” marito. Un’amica ci ha invitati a partecipare al seminario di vita nuova che qualche settimana dopo sarebbe iniziato presso una parrocchia di Imola. Seminario di vita nuova, RnS, preghiera d’effusione erano parole assolutamente sconosciute e misteriose ma abbiamo accolto l’invito e ci siamo ritrovati coinvolti in un cammino che dura da allora. Se mi volto a guardare la mia vita vedo che era quello che il Signore preparava per me da sempre. Si è reso presente nella mia vita, mi ha consolata e amata come un padre, mi ha fatto sentire parte di una comunità, unita da un amore che supera i nostri limiti e incapacità. Continua a leggere

INTERVISTA A: Stefania Vannini

E’ prima di tutto sposa. Nel presentarsi ai venti giovani presenti, Stefania sottolinea soprattutto quest’aspetto. Fausto non è solo un pezzo della sua vita. E’ il pezzo che Dio le ha dato per mostrarsi continuamente tra loro. Si è sposata giovane. A 23 anni. Lui due anni in più. Fidanzata per cinque anni, han deciso in tempi brevi di lanciarsi per l’avventura della vita comune. Non ha ancora 40 anni e quindi sono già diciasette anni di matrimonio.

E’ sposa e madre di quattro figlie. La più grande ha quattordici anni, la più piccola 3. Durante il giorno è infermiera e convive con il dolore e la paura. “E’ una grande grazia. Mi sento una privilegiata. Mi sembra di stare sempre in mezzo a Gesù”.

La sua testimonianza è bella, come bella è la mitezza con cui racconta Gesù. Come lo ha incontrato e come lo incontra. Tutti i giorni.
•    Quando si parla di fede vengono in mente due cose: la relazione con Dio, il credere in qualcosa o qualcuno di più grande di noi oppure l’anello nuziale. Tu sei sposata. Tu porti questo anello. Ci racconti, innanzitutto, qualcosa della tua vita nuziale.

Stefania VanniniSono sposata da 17 anni, io ne avevo 23 e mio marito 25. Come tutti gli sposi il giorno del nostro matrimonio avevamo in cuore il grande desiderio di condividere la vita e formare una famiglia, oltre alla gioia data dal sentimento d’amore che ci legava; abbiamo vissuto il primo anno nell’entusiasmo e io mi sentivo in una bella favola romantica.  Iniziammo poi a percepire entrambi un certo senso di incompletezza e si fece strada il desiderio di un figlio. Nacque così la nostra primogenita e con lei le prime difficoltà non solo nel ruolo a noi sconosciuto di genitori, ma anche nel nostro rapporto di coppia che, a fronte delle esigenze del nuovo membro della famiglia, doveva necessariamente ritrovare nuovi spazi e strategie per essere alimentato. La perdita del nostro secondogenito  destabilizzò in modo importante quell’equilibrio che così fragilmente avevamo cercato di ritrovare, ma grazie alla condivisione con una coppia di amici sposati da più tempo di noi, riuscimmo a fare quel salto che Dio ti chiede “amatevi come io vi ho amato”.

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INTERVISTA A RITA ZUCCHINI

Rita ha 23 anni. Il sorriso è quello di una ragazza furba. E’ un volto sornione e buffo. Gli occhi sono quelli di un cartone animato giapponese. Un manga. Ha un foulard al collo nonostante ci sia già una temperatura primaverile.  E’ laureanda in scienza dell’educazione sociale. Da qualche mese ha intrapreso la via della consacrazione verginale. Appena terminata la serata trascorsa a testimoniare la sua fede e la sua scelta radicale mi confida: “Ora che ho conosciuto questa strada, avrei voluto percorrerla molto tempo fa…Mi chiedo come mai tante ragazze non entrano. Eppure, non mi sono mai divertita come ora. Sono libera. In pace.” Rita ha sempre vissuto la sua fede nella piccola parrocchia di San Biagio a Poggio Grande, frazione di Castel San Pietro Terme. “Un’isola felice” dice lei. Con lei c’è Lorenza, una ragazza di 34 anni. Anche Lorenza, cresce in un contesto fortemente caratterizzato dalla fede. “La mia famiglia ha dato alla Madre Chiesa molti sacerdoti e sorelle”. Eppure, la fede incontrata e ricevuta in famiglia ha bisogno di molti passaggi e testimoni prima di raccogliersi in una risposta. “Per me è stato decisivo trovarmi in un vicolo cieco in cui tutto ciò che mi ero costruita mi è parso all’improvviso niente. Mi sentivo infelice. E così ho preso sul serio Cristo. Ora che l’ho rincontrato non lo mollo più”. E’ odontoiatra. Collabora in attesa di definire in maniera definitiva la sua scelta in noviziato.

A Rita ho posto alcune domande perché quello che ha trasmesso ai giovani raccolti in canonica per la settimana comunitaria che da tre anni si tiene sia offerto anche a chi ieri sera non era presente. Nelle risposte si avverte il profumo di chi è innamorata e ha incontrato uno per il quale vale la pena dare la vita. Ad un certo punto, le scappa detto la parola che in un contesto di giovani, anche se cattolici, non è bene pronunciare. “Clausura”. Dopo un primo momento di imbarazzo risponde: “In effetti, anche a me faceva un po’ paura quest’ipotesi perché mi sentivo, mi sento attratta dalla vita attiva, ma se uno è di Cristo non ha paura  a donargli la vita intera e neppure la clausura fa più paura. In effetti, con quel sorriso, Rita non ha nulla da temere. Piuttosto, ha molto da dare e da dire.

Rita Zucchini

1.      La fede. Sembra qualcosa di “inutile” o per lo meno di astratto. La parola fede ci suggerisce qualcosa di indefinibile. Qualcuno definisce la fede come un salto nel buio, altri una certezza, altri vedere ciò che non si vede… Cos’è la fede per te?

Dunque… la fede è innanzitutto un dono che riceviamo, ma è anche la mia risposta all’incontro con Gesù. Si tratta di un atto di fiducia,.. per usare una metafora la fede è come una candela accesa in una stanza totalmente buia. Nonostante la dominanza del buio, la piccola candela con la sua luce fioca ma fedele, permette di intravedere qualche superficie, qualche oggetto, qualche luccichio,… così è la nostra fede, non può vedere il Mistero come una stanza illuminata a giorno, ma può far intravedere e gustare qualche presenza. Solo quando saremo accolti in paradiso quella candelina lascerà spazio alla vera Luce che non tramonta e noi potremo vedere le meraviglie di quella stanza!

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CONFERENZA DEL PROF. STEFANO ZAMAGNI

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