Un altare da rifare


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Il primo sguardo, entrando nella chiesa parrocchiale, è proiettato verso il centro dove si trova l’altare su cui è posto il tabernacolo, la presenza del Signore, dove ogni giorno si celebra la Santa Messa. Da qualche tempo, poi la Messa, su indicazione del Card. Caffarra, viene celebrata prestando tutti, sacerdote compreso, l’orientamento della preghiera verso la medesima direzione. Ci si volge con il volto e si prega tutti nello stesso senso. Tuttavia – ritornando all’altare – si può notare che la mensa è coperta da belle tovaglie, e drappi che se da un lato abbelliscono, dall’altro celano. Cosa nascondono? Le condizioni in cui versa ormai da decenni l’altare dell’800 realizzato in materiale lapideo policromo in marmi colorati. Dal giorno del mio ingesso vennero collocati alcuni drappi per coprire una situazione a dir poco disastrosa. Ad oggi, dopo aver restaurato l’intera chiesa consolidandola strutturalmente e rifatto il tetto, restituito alla loro bellezza originaria tutte le opere pittoriche presenti in chiesa, sostituito con un nuovo impianto la centrale di riscaldamento, dopo aver rifatto un nuovo impianto di amplificazione e di illuminazione, dopo aver acquistato un nuovo confessionale, l’altare è l’ultimo pezzo. L’intervento era da subito necessario. Vogliamo provvedere ora. Vogliamo riportare l’altare maggiore al suo splendore originale.
Lo stato conservativo dell’altare è piuttosto compromesso e la causa principale è data dall’umidità capillare di risalita, che piano piano ne ha provocato un forte degrado. La struttura, fatta prevalentemente in arenaria, una pietra molto porosa, col tempo si è imbibita di acqua. Le conseguenze di questo fenomeno si concretizzano nella presenza di diffuse esfoliazioni, disgregazioni e ampie mancanze dei marmi di rivestimento, che si sono distaccati dal loro supporto, in parte polverizzatosi. Non manca qualche fessurazione dovuta ad assestamenti o ad una struttura sottostante parzialmente danneggiata, soprattutto nei gradini.

Dopo varie ipotesi, la scelta è caduta sul ripristino del marmo, materiale duraturo, nobile, dai molteplici significati simbolici. Il progetto affidato all’Architetto Rizzi, sotto la tutela della Sovraintendenza delle Belle Arti, assegnato allla professionalità della SoS Art prevede un intervento di restauro conservativo, volto al consolidamento di tutto il supporto lapideo in arenaria, al successivo ricollocamento dei pezzi di marmo originali che, staccatisi, sono stati sapientemente conservati. Laddove emergeranno delle lacune, si procederà con l’integrazione di nuovi marmi in abbinamento agli esistenti. Infine si terminerà ricreando una microventilazione naturale che possa mantenere più asciutta la struttura. L’intero lavoro è piuttosto consistente da un punto di vista economico. L’importo si aggira sui 20.000 euro. Siccome in questi anni, abbiamo fatto tutto con la partecipazione della gente, così confido sia lo stesso per questo lavoro che tra tutti è il più prestigioso e il più importante. Sono sicuro che non mancherete anche con piccole cifre a contribuire al restauro del nostro altare. Una Chiesa esiste per la Messa, il Sacrificio di Cristo con cui ci viene la salvezza. Non c’è Messa senza un  altare. Una Chiesa esiste per il suo altare. Ecco perché lo sguardo impatta sull’altare. L’altare con i suoi gradini, il tabernacolo, i candelieri deve essere il luogo più alto e solenne.

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