IO SONO – Enrico Ercolani


Questo blog nasce come espressione della vita di questa Parrocchia, di tutto ciò di cui essa vive e si nutre. Delle sue speranze, delle sue gioie, delle sue fatiche. In alcune occasioni apre le porte ad ospitare ciò che non è manifestazione di Cristo in essa, ma di cui pure è segno per la bellezza e il coraggio, per la solidarietà e la luce che esse suscitano. La mostra del Loggiato del palazzo di Castel Guelfo è una di queste occasioni.


 “Io sono” è la personale di Enrico Ercolani (curiosamente è il nome pure del palazzo che ospita le sue opere), uno straordinario artista diversamente abile.
Enrico Ercolani ha un incidente nell’estate del 2009 che lo rende tetraplegico. Subito dopo comincia a dipingere nel chiuso di una cantina, fra vernici e pennelli, quasi al riparo dal mondo, e attua un esperimento di sopravvivenza che è già di per sé un evento eccezionale: è la consapevolezza di essere uomo in un momento drammatico della sua vita.
Lo stile di Enrico parte dall’astratto e attraversa l’espressionismo per giungere al figurativo.
L’arte è una catarsi, è uno strumento. Con l’arte si gioca, si agisce, si parla, si comunica un discorso, un pensiero, un sentimento, un dramma e forse, tante volte, molto meglio che con le parole o i gesti.


Il motivo per cui ho voluto organizzare questa Personale di Enrico, nasce quindi dalla curiosità di indagare e comprendere come arte e diversità motoria possano interagire insieme e anzi, di come si possa rimanere davvero sorpresi del fatto che spesso la pittura rappresenta un canale espressivo preferenziale che è supporto di un’azione corporea tragicamente limitata.
Enrico non rappresenta un caso isolato, di storie come la sua ce ne sono tantissime. Intercettare l’esperienza di altre persone che si trovano in condizioni simili a quella di Enrico e rendergli disponibile uno spazio di condivisione delle loro opere costituisce l’ossatura dell’intero progetto per cui si intende organizzare una serie di mostre di artisti diversamente abili che hanno trovato nella pittura una nuova ragione di vita.
Oltre al semplice piacere di mostrare e diffondere le opere, si cercherà inoltre di chiarire che la pittura parla un linguaggio che va sempre al di là di confini prestabiliti e, contemporaneamente, di sensibilizzare le masse ai temi della diversità motoria portandole a comprendere che questa non è un limite casomai fonte di imprevedibilità e spesso di avanguardia.

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