CALENDARIO 2011


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UN CUORE CHE BATTE DA’ VITA AL TEMPO

Ho incontrato una mamma con una carrozzina. Mi sono affacciato alla finestra della vita e le ho fatto una carezza.”Quanto tempo ha?” , “16 giorni”. Ripenso a quel “sedici giorni”. Non sono niente. Un soffio. Tre settimane prima non c’era, ora c’è. Non è vero, prima c’era eccome! Se avessi incontrato la stessa mamma qualche mese prima, incontrandola  avrei salutato l’alba che cresce in lei e gli avrei chiesto “Da quanto?”, “Da quattro mesi”. C’è anche prima di nascere. C’è da quando comincia ad avere un tempo. O forse, il tempo comincia ad esserci appena comincia ad esserci lei, la vita. La vita è vita quando comincia ad avere un tempo. La vita finisce quando il suo tempo giunge al colmo. Dopo non c’è tempo. C’è l’ eternità! 

Il tempo è  vita. La nostra. Quella che è scandita dalle stagioni. Non solo. La mia vita è il mio tempo. Penso a me. Ho 38 anni,  38 primavere, 38 autunni…Io sono quello che sono stato. Qualche ruga comincia a ricordarmelo. In qualche  modo sono anche ciò che sarò. So già che avrò male alle ginocchia. Il futuro si ricorderà che in passato ho subito quattro interventi. Il passato ed il futuro, nel tempo presente.

Il tempo ritma la mia vita rendendola un continuo presente che si trascina il tempo trascorso e apre al tempo futuro. Come la musica. Una nota dietro l’altra. Non sganciata da quella che precede e nemmeno da quella che  la segue. Una nota figlia e madre di altre note. E’ così che nasce la musica. Sette note, come sette giorni. Un mese come la riga di un pentagramma. Gli anni come uno spartito. La vita come musica.

Io sono il mio tempo. Ed è questa la mia musica. Quella del bambino, del ragazzo, del giovine, dell’ adulto, dell’anziano. Il tempo ritma la vita come il cuore ritma il mio corpo, la mia stessa vita. Il tempo e il cuore “Da quando quel cuore ha cominciato a battere?” “Da sedici giorni!” Il cuore è il ritmo della musica. Lo spartito è il tempo.

Un calendario, appeso alla parete di una cucina aiuta la famiglia a suonare la meravigliosa musica della vita. Il calendario è il pentagramma su cui appuntare le note di  questa musica:”ecografia”,”Matrimonio Filippo&Susanna”, Prima Comunione Giuseppe”, “operazione nonno”, “inizio scuola”, “colloquio di lavoro”…Questo è lo spartito della vita che suona, di volta in volta, una musica di festa, una triste nenia, qualche melodia, con in mezzo qualche interludio…

 Ad ogni avvenimento, il cuore batte. Non alla stessa maniera. Il cuore batte in maniera diversa a seconda che sia festa, che sia attesa, che sia inquietudine, che sia pianto, che sia delusione, che sia euforia, che sia innamorato, che sia abbandonato, che sia di sedici giorni, che sia di 89 anni, .. Il cuore ritma ciò che il calendario segna come note della vita. Quei piccoli grandi avvenimenti li    an-nota – mo sul calendario. E’ così che il tempo diventa vita.

Ripenso a quel bambino ai suoi “sedici giorni”. Un bambino comincia a contare il tempo da quando nasce. Il tempo comincia a contare da quando nasce un bambino: Cristo Gesù. Il Natale è il cuore del tempo. Eppure Cristo è morto. Non conveniamo che non c’è più  tempo  quando la vita finisce? Perché si continua a contare il tempo a partire dalla sua nascita?

Perché Cristo è vivo! E’ risorto! C’ è un giorno, ogni anno, la Pasqua che consente al nostro tempo di non essere uno spartito caotico in cui, pare che, solo i potenti scrivano le note da mettere sui libri di storia. Qualcuno ha suonato la nota della Resurrezione. Quel Bambino è risorto. Il tempo, come un cuore infranto per tre giorni, ha ripreso a battere e a suonare una musica straordinaria.

Carissime famiglie, il calendario ci ricorda non solo che sono 2011 anni dalla nascita di Cristo, ma soprattutto che Lui è. C’è un giorno, rosso come il cuore, a ricordarci questa sorprendente notizia: la domenica, il giorno del Signore. I giorni prima e quelli dopo sono i nostri. La nostra vita intrecciata alla Sua.           

Abbiamo desiderato raggiungervi, con questo speciale calendario, per raccontarvi il ritmo con cui la nostra Comunità Parrocchiale ha vissuto l’anno passato. Le foto raccontano  più di molte parole. Allo stesso tempo, abbiamo voluto inserire già le note del futuro permettendoci, sin d’ora, di appuntarci qualche cosa. Il tempo presente-quello in cui state leggendo queste righe – in fondo, mentre si porta dietro il suo passato, già si affaccia sul futuro.

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