LETTERA DI PASQUA 2012


Carissimi parrocchiani,

Cristo è Risorto! Sì ne siamo certi: Cristo è davvero Risorto!

Questa notte, di buon mattino – dice la narrazione evangelica – la notizia, la Buona Notizia della Risurrezione comincia a diffondersi.

“Andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro

. Egli vi precede.” Da allora, i suoi discepoli e successori di Pietro, annunciano con certezza e con immensa letizia questo fatto. Il Signore precede il nostro cammino. Ci sta dinanzi e noi camminiamo avendo Uno che fa la strada. Per questo, “

Non abbiate paura”.

Come Israele, uscito dall’Egitto, la notte di Pasqua, fuggendo dall’esercito egiziano che lo inseguiva, ha camminato nella notte con una luce dinanzi, così noi procediamo sicuri, pur nel buio di tante situazioni, nella crisi di tante paure. E’ vero, le circostanze attorno guidano e ci spaventano, ma il Signore ci precede.

Dopo esser stati raggiunti dalla notizia delle donne, Pietro e Giovanni, come hanno stupendamente espresso i giovani nel presepio pasquale, correranno per certificare quanto hanno appreso. Entrati nel sepolcro vuoto, Pietro e Giovanni avranno sentito in quel silenzio fragoroso e in quell’ingombrante assenza l’eco delle parole:

“E’ risorto, non è qui! Ecco il luogo dove l’avevano posto”.

Quel “Non è qui” è un fatto ancora incompleto.

Non è sufficiente per generare una fede.

Il sepolcro vuoto non è muto. E’ un’immensa domanda, un punto interrogativo.

Occorre domandarsi come avranno fatto i due apostoli:

“Se non è qui, dov’è?”

“Se davvero è risorto, come faccio ad incontrarlo?”

“Come faranno i discepoli di Gesù, magari a 2012 anni da questi fatti, a vedere il Risorto?” Sì, perché se è Risorto, è perché ci sia dato di incontrare colui che cerchiamo, Gesù Nazareno.

Immagino le domande colme di stupore e di meraviglia di questi due primi testimoni. E immagino anche la gioia del loro annunzio quando ai popoli, alle persone che incontreranno negli anni successivi diranno: “Egli è qui!”, indicando un pezzo di pane.

La risposta a queste domande sarà chiara, infatti, per la prima volta la sera di quello stesso giorno, quando da Emmaus torneranno due discepoli che racconteranno come hanno riconosciuto il Cristo, nello spezzare il pane. Non un fatto puramente simbolico, ma un incontro vero. Vi ho portato, casa dopo casa, durante le benedizioni, un pezzo di pane da spezzare perché ci aiutasse, in quest’anno del Congresso Eucaristico, a “fare memoria di Lui”, a ricordarci di riconoscerlo attraverso la fede nello spezzare il pane eucaristico.

E’ nell’Eucaristia è nella fede nella Sua Presenza reale e sostanziale che Gesù si rende contemporaneo a noi.

“Non è qui” nella tomba ormai vuota.

“Egli è qui” Presenza vera nel Mistero nel più Santo e mirabile dei sette:

“il Santissimo e Divinissimo Sacramento”.

Carissimi,

Pasqua è il culmine dell’anno liturgico. Tutta la vita cristiana ha origine e ha il suo rinnovamento nella Pasqua di Gesù di Nazareth, nella sua passione, morte e risurrezione. Ma ogni Eucaristia è quel “Sacro convito in cui Cristo è nostro cibo, si perpetua il memoriale della sua Pasqua. L’anima nostra è colmata di grazia e ci è dato il pegno della gloria futura.”

E ora, carissimi amici e parrocchiani, vorrei soffermarmi come faccio sempre in questa lettera pasquale, su tre cose che mi premono.

Sono come tre desideri che esprimo e sui quali prego perché si compia, prima di ogni cosa, la volontà del Signore!

1) Le benedizioni pasquali sono un grande avvenimento per me e – lo avverto per come sono attese – per l’intera popolazione. Se è inevitabile percepire la fatica di quest’avventura, che bello quest’attesa e questa domanda!

Quest’anno, tuttavia, ho intuito che non è possibile portarle avanti con lo stesso clichè di sempre. Le abitazioni sono sempre di più, la zona industriale, per quanto risentita per la crisi, è enorme, Crocetta e San Martino in Medesano offrono ulteriore lavoro. E durante le benedizioni c’è tutto il lavoro pastorale da portare avanti! Non ho ancora avuto modo di studiare un andamento diverso, ma so che quest’altr’anno il programma delle benedizioni non sarà ristretto nel solo periodo precedente la Pasqua, ma potrà prevedere anche benedizioni dopo Pasqua, se non perfino prima di Natale. Nulla di anomalo perché la benedizione scaturisce sempre dalla Pasqua, sia che essa avvenga prima o dopo la Pasqua stessa.

2) L’annuncio pasquale, a partire dalle donne, passando per Giovanni e Pietro, continua tra noi. Siamo convolti in questo processo di missione perché tutta la realtà, il nostro lavoro, la nostra intelligenza, la nostra arte, le nostre relazioni, la nostra capacità di associarsi siano piene di Lui. Ogni missione rinasce dall’Eucaristia quando il sacerdote dice “La Mesa è finita, andate”. Sì perché la Messa non finisce mai. L’Eucaristia ci muove verso l’altro.

Ora, quest’estate, insieme ad alcuni giovani della nostra comunità mi recherò, nel mese di agosto in Kenya per ritrovare Suor Sarah e vivere un’esperienza di missione. Ma la missione non è solo questo. La missione è il gesto usuale, consueto, familiare, di chi si sente coinvolto nell’annuncio.

Per questo penso che i catechisti, gli educatori, ogni genitore sia protagonista, non da meno delle donne e dei primi apostoli, nell’annunziare la vita buona del Vangelo. A questo proposito ci sono due realtà che avverto come decisive in questo tempo: una è la Caritas che, in questi ultimi mesi ha avuto un incrementarsi di situazioni faticose a cui provvedere. Vi chiedo di prestare la vostra attenzione e la vostra carità perché la comunione eucaristica ci faccia sempre più essere in comunione con i fratelli in difficoltà.

L’altra è l’Associazione “Tutti dentro l’Arca” nata nelle scorse settimane per coinvolgere tutti coloro che hanno a cuore lo spazio dell’Oratorio per renderlo sempre più adeguato alle molteplici richieste ed esigenze che le famiglie e i ragazzi avanzano. Si tratta di due, tra le diverse realtà che si adoperano per tradurre il volto missionario della nostra Parrocchia.

3) Infine, voi sapete che ogni anno la nostra Parrocchia, ruota attorno ad un tema, una parola.

Siamo al culmine dell’anno eucaristico che si concluderà il 7 giugno, festa del Corpus Domini. Tutte le parrocchie sono invitate nel nostro paese per onorare il S. Sacramento così come lo abbiamo fatto per le Quarant’Ore, che sono state un vero avvenimento di popolo di cui non posso che essere grato a Dio e a ciascuno di voi. Il 7 giugno provvederemo a realizzare, se Dio vorrà, una grande Infiorata per le strade del paese.

Il 15 aprile, per volontà del nostro Vescovo Carlo, avrà già inizio, a Poggio Grande nel nostro Vicariato, un Anno dedicato alla Famiglia. Propriamente e pastoralmente, questo anno ci coinvolgerà a partire da Settembre. Tuttavia, l’inizio avverrà domenica prossima e richiede l’adesione di ciascuno per rispondere al desiderio del nostro Pastore. E’, infatti, una sua volontà che il nostro Vicariato rifletta su quel dono stupendo, divenuto ahimè fragile, che è la Famiglia.

Per prepararci al meglio a vivere l’Anno della Famiglia, il 23, 24, 25 maggio accoglieremo le reliquie dei Coniugi Martin, genitori di S. Teresa di Lisieux, proclamati beati nel 2008.

L’urna delle reliquie passa a Castel Guelfo in vista del suo arrivo a Milano dove è attesa per l’incontro mondiale delle famiglie cui parteciperà il Santo Padre.

Cercheremo di accoglierla come siamo capaci. Con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo accolto due anni fa le reliquie della loro figlia. I Santi sono sempre qualcosa di affascinante. Questi, in più, sono Santi che hanno generato Santi. In un tempo in cui occorre ricostruire, niente è più necessario della Santità. Per questo sento che il loro arrivo sarà una grande Grazia per le nostre famiglie, per la nostra Parrocchia, per il nostro paese.

Buona Santa Pasqua.

Il vostro parroco

Don Massimo

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