Lettera ai Parrocchiani Pasqua 2011


Il Risorto - Tabernacolo Chiesa Parrocchiale

Carissimi,

     “So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto!”

     La vita cristiana, ben prima ancora che alcuni comportamenti da osservare, è un “cercare Gesù, il Crocifisso”. Ora Risorto per sempre.

     E’ un’immensa, a volte struggente, ricerca e quando lo si è trovato, occorre cercarlo nuovamente perché Egli è sempre vivo. Non è un soprammobile, né un quadro.

     La meravigliosa tela del Sacro Cuore che vi ho portato nelle famiglie, affissa ai muri delle vostre case è sì un vessillo di amicizia e di appartenenza al Cuore sacro di Gesù, ma è anche una provocazione “Dove sei, Signore, perché io ti ami?”,  “Dove sto andando Signore?”  “Non starò forse allontanandomi da Te?”, “Chi sei tu che doni a me il tuo cuore?”. E’ una provocazione continua per destarmi dalla mia distrazione.

     Il Signore è vivo e ad ogni angolo della mia personale vicenda o della storia, è presente non come un amuleto, ma come uno che mi chiede: “Mi ami?”. Come a Pietro, una volta Risorto, mentre tornava da una pesca fallimentare, e il suo cuore era ancora chiuso al miracolo della risurrezione: “Mi ami?”.

     Il Sacro Cuore è un’immagine di una realtà: la realtà del Cuore di Gesù che, permanentemente, pulsa perché, ormai liberato dalla morte, vive per sempre e ci dà continui appuntamenti lungo le strade della nostra vita, per incontrarlo, riconoscerlo, adorarlo e servirlo.

     Non a caso, gli angeli avvertono che il Risorto “li precede in Galilea”. C’è un appuntamento. Il Cristo è sempre avanti e la ricerca non è mai del tutto compiuta. C’è sempre una Galilea presso cui tornare e dove Lui, il Vivente e il Veniente, ci attende. C’è sempre un nuovo inizio – la Galilea è la terra di Nazareth e Cafarnao dove tutto cominciò – da cui ripartire. Un po’ come le Quarant’ore. Si arriva in Chiesa e poi bisogna ripartire. Ci dà un appuntamento, un’ora, in cui ci precede, ci attende.

     Può essere che a questa solenne Liturgia pasquale vi sia qualcuno la cui vita di fede, negli ultimi anni, si sia affievolita. A questi dico, con gli angeli: “Non abbiate paura. E’ Risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea, là lo vedrete!”. E’ ora di ri-cominciare a cercare Gesù, inizio e traguardo della nostra vita, compimento del desiderio di Dio che portiamo nel cuore, vera gioia dell’anima.

     “So che cercate Gesù”. L’ho visto durante le benedizioni pasquali dove sono stato accolto ovunque con grande attesa, partecipazione, affetto, fede e, perché no, generosa contribuzione alla vita della Chiesa. Anche in questo, si vede che cercate Gesù e la Sua Chiesa, come il bene della vita.

     “So che cercate Gesù”. L’ho constatato in queste solenni 40 ore, straordinaria circostanza di affetto, di adorazione a “Gesù Sacramentato”.

     “So che cercate Gesù” nel gesto di carità con cui abbiamo risposto alla grande raccolta alimentare per sostenere la vita dei più poveri, dei più umiliati.

     Il cuore del nostro popolo è un popolo che cerca Gesù. Lo riconosce vivo ed operante. E  anche quando questa ricerca non pare essere rivolta a Lui vengono in mente le parole dell’ormai prossimo Beato Giovanni Paolo II “Quando cercate la felicità… è Lui che cercate”. Di questo sono fermamente convinto. Ogni ricerca di bene, di gioia, di felicità, anche quelle più varie e sconclusionate, sono espressione di un desiderio nascosto di Cristo. Tuttavia, mi è parso inopportuno e poco rispettoso di questi giorni  e delle famiglie, l’aver collocato un torneo di calcio  nel giorno di Pasqua! Non si va nella direzione giusta!

     Carissimi, il Signore è Risorto!

     Colui che cercate tra i morti è Risorto. Questo è l’annuncio pasquale, questa è la buona notizia, il Vangelo. Questo è il cuore battente della fede cristiana.

     Ogni anno, in occasione della Pasqua, vi scrivo una lettera perché possiate leggerla, portarla agli amici non presenti, ai malati. Vi scrivo una lettera e ne attendo una risposta per generare un dialogo. La pubblicheremo anche nel Blog parrocchiale perché anche da lì sia possibile leggerla e commentarla. Anche in questo modo, diventiamo simili a quelle donne a cui il Risorto affida, per prime, il compito di annunciare il Vangelo.

     Le donne sono, embrionalmente, il sorgere di una Chiesa missionaria.

     E’ alla Chiesa, nel suo volto femminile, che, per prima, viene fatta la Rivelazione della Risurrezione. Gesù è come consegnato a queste donne, poi ai discepoli, poi al mondo intero.

     Capite, carissimi amici e fratelli nella fede, che la Chiesa ha un cuore, una priorità, una missione: quella di annunciare il Risorto. In questo consiste il Vangelo. Il resto ne è una conseguenza.

     Allora, consentitemi di rivolgervi un invito. La prima sollecitudine che la nostra comunità deve avere è quella di portare il Vangelo, di raccontare le meraviglie di Dio, di annunciare la parola vera, di rendere evidente la Presenza del Risorto, di dire a ciascuno che pieno compimento della propria natura umana, è Cristo. Questa è la prima tensione di una comunità viva. In concreto, significa che non c’è necessità più grande di uomini e donne che si prestino, pur nella pochezza della loro vita, ad annunciare il cuore del Vangelo e tutta la verità che da esso procede.

     Le donne a cui Gesù affida la gioia più grande, i discepoli che invia fino agli estremi confini della terra, oggi sono i catechisti, gli educatori, gli animatori e tutti coloro che, con la loro opera, rendono possibile in varie forme, la missione della Chiesa.

     I nostri ragazzi, i nostri giovani, i nostri bambini, le nostre famiglie, gli adulti, gli anziani, i malati, i fidanzati attendono che qualcuno rivolga loro,  “cuore a cuore”, personalmente, in una cordiale amicizia, la salvezza offerta da Cristo.

     Ecco, si sta compiendo una stagione particolarmente preziosa per la storia secolare di questa comunità cristiana. La nostra Chiesa parrocchiale è in piena fase di “risorgimento”. Quest’estate ultimeremo la tinteggiatura delle pareti, daremo un nuovo impianto di illuminazione ed elettrico. Spero possa tornare anche il quadro con i misteri del Rosario per il quale l’intervento di restauro è piuttosto oneroso. A riguardo della canonica, i cui lavori e costi sono ancora molto rilevanti,  arriveremo dove ci consentono i fondi che disponiamo. Se proprio posso esprimere un sogno, è di poterci andare ad abitare nel settembre del 2012. Ringrazio quanti in questi mesi, con generosità premurosa, hanno attenuato le mie preoccupazioni. Vi chiedo la Grazia di sostenere questo sforzo.

     Eppure non può essere solo questa l’occupazione primaria. Ciò che mi preme, ciò che deve stare a cuore ad una comunità cristiana, ridestata dall’annuncio pasquale, è che si costruisca la Chiesa viva. Una Chiesa che sappia raccogliere i bambini,  i ragazzi, gli studenti, i giovani fino ai malati e alle persone sole e più bisognose.

     Per questo, l’Arca che abbiamo edificato è un’opera altrettanto significativa dei lavori compiuti in chiesa. Per questo, la partecipazione dei nostri giovani alla GMG. di Madrid, solo per fare un esempio, vale il nostro sostegno come per il tetto della chiesa. Per questo, Estate Ragazzi e il centro estivo valgono, per importanza, il rifacimento dei solai. Per questo, la vita dei gruppi è decisiva quanto la ristrutturazione degli immobili. Ma i ragazzi hanno bisogno di educatori, di qualcuno che si prenda cura di loro.

Nessuno si senta estraneo ed escluso da questa chiamata che il Signore ci rivolge. Non abbiate paura a darvi generosamente a quest’opera di edificazione vera e viva della Chiesa. Che la Chiesa di mattoni non rimanga un guscio esterno dove all’interno non vi sia nulla di vivo.

     Per questo non posso non essere grato a chi presta se stesso, con grande dispendio di energia e tempo, per educare alla buona vita del Vangelo.

     Carissimi, infine lasciatemi dare un appuntamento particolare che la nostra comunità non ha mai conosciuto. Giovedì 30 giugno, ci sarà un concerto molto suggestivo in onore del Cuore di Gesù. Venerdì 1 luglio, il giorno seguente, è la festa del Sacro Cuore. Quel giorno consacreremo tutta la Parrocchia e tutto il Paese  all’amore misericordioso di Cristo. Sarà l’atto di gratitudine per tutto ciò che stiamo ricevendo, ma sarà anche il gesto fiducioso con cui vogliamo rispondere all’appuntamento con il Vangelo.

     Martedì partiremo, in una trentina di parrocchiani, per Medjugorje.    Vi porteremo con noi e pregheremo la Madonna perché la gioia della Pasqua risuoni per molto tempo nel nostro animo. Torneremo sabato, ma domenica notte partirò, non solo, per onorare Giovanni Paolo II, il Papa della mia vocazione e della mia ordinazione.                                                                                                                               

Don Massimo Vacchetti

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5 risposte a “Lettera ai Parrocchiani Pasqua 2011

  1. I used to be recommended this website via my cousin.
    I am no longer certain whether this post is written
    through him as nobody else understand such special about my problem.

    You’re wonderful! Thanks!

  2. Don Massimo produce un’energia molto potente e pulita che molto spesso mi indirizzato negli anni verso i percorsi a me piu’ naturali e che spesso anche io non conosco.
    Anche per me spesso distratto e’ impossibile non avvertire il vero Amore che da Don Massimo esce .
    Grazie Don Massimo

  3. Tante sono le sollecitazioni,tanti gli inviti,gli auspici contenuti nella Sua ormai consueta lettera Pasquale, tutta pervasa di sollecitudine pastorale e amore per la Comunità Guelfese. Due mi hanno particolarmente colpito: la prima “Non abbiate paura”. Lo dicono gli Angeli e Lei ce lo ricorda per rinvigorire la nostra Fede affievolita,ma penso si riferisse anche alla vita quotidiana piena di problemi, di ansie, di paure per un domani che ci sembra sempre più incerto, apparentemente senza vie d’uscita. Eppure se volgiamo lo sguardo a chi ci ha preceduto, i nostri padri, i nostri nonni hanno saputo risollevarsi, e non solo materialmente, da situazioni ben peggiori di quelle che stiamo vivendo. Probabilmente più di noi sapevano coltivare la Virtù della Speranza, che sempre s’accompagna alla Fede.
    Certo la Speranza non è un attendere passivamente gli eventi.
    La Speranza è impegno, operosità, generosità. Ecco la seconda sollecitazione “Nessuno si senta estraneo ed escluso”.
    Lei ci chiama alla Carità. La Carità è si occuparsi di chi manca di beni materiali, ma non solo.La Carità è servizio per i più deboli, è accoglienza fraterna per chi è diverso, è dedizione alla Comunità mettendo a disposizione di tutti un pò del nostro tempo e delle nostre capacità.
    Fede, Speranza, Carità, le fondamenta del nostro essere Cristiani.
    Lei ce le indica e ce le assegna come Via da seguire per arrivare a Cristo.
    Grazie Don Massimo

  4. Carissimo don, grazie per la bellissima lettera pasquale. Grazie perche’ anche se a distanza posso anch’io gioire e ringraziare il Signore per le meraviglie che sta facendo nella mia amata comunita’parrocchiale. Sono felice che le 40 ore e la settimana santa abbiano avuto una grande partecipazione. Grazie a Dio e a te che ti rendi Suo strumento in questa fase di “risorgimento”. Prego e spero che la chiamata del Signore di essere Suoi annunciatori, assumendo un impegno concreto al servizio di altri, trovi cuori aperti e disponibili a dare una risposta generosa. Continuiamo insieme in questa bellissima missione di annunciare Cristo a tutti. Porta anche me, anche noi a Medjugorje. Grazie mille! Virginia

  5. Ho appezzato molto la tua lettera e te ne sono grata
    Voglio però ringraziati perchè quest’anno abbiamo trascorso una ” settimana santa ” davvero speciale , carica di emozione , ricca di contenuti che hanno raggiunto il mio cuore come non succedeva da tempo . E’ bello uscire dalla chiesa con un spirito forte, tenace e con la voglia di testimoniare a tutti quanto la parola di Dio si capace di renderci sereni, buoni dentro e .. felici . Grazie di cuore Patrizia

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