1 maggio 2014 Festa del Lavoratore

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1 maggio

Canonizzazione Giovanni Paolo II

Beatificazione Giovanni Paolo II

Beatificazione Giovanni Paolo II

La morte di Giovanni Paolo II è una di quelle circostanze in cui ciascuno di noi è stato coinvolto in un silenzio che ci ha fatto sentire tutti, improvvisamente, orfani e fratelli.

Penso, senza sbagliarmi di molto, che potremmo ricordare il punto in cui eravamo e cosa stavamo facendo nel mentre che la notizia ci ha raggiunto. Come se riguardasse qualcuno di famiglia. Io ero a San Martino in Pedriolo e come tanti eravamo in preghiera chiedendo a Dio non tanto il miracolo della sua vita, quanto di accorgerci del miracolo della sua vita. Quella sera era la vigilia della Divina Misericordia, il sabato precedente la Domenica dopo Pasqua. Giovanni Paolo II è stato per molti un padre. Uno di cui ricordare i tratti del volto di quando era arrabbiato o di quando con il dito alzato e la voce tonante sapeva generare un timore reverenziale, persino quando taceva; il suo sorriso così luminoso e allo stesso tempo forte; le mani grandi per rassicurare e prendere virilmente sulle spalle l’intero popolo cristiano.

Giovanni Paolo II, ora, diventa santo. La gente lo sapeva già prima.

“Santo subito” aveva domandato il giorno del suo funerale. Il popolo cristiano ha fiuto per certe cose. Non servono libri o dibattiti. La santità è qualcosa che si avverte, se ne respira il profumo. Qualcuno lo chiama Karol Magno. Il 27 aprile 2014, una data non casuale, essendo la giornata della Divina Misericordia, il Santo Padre Francesco lo eleva sugli altari perchè per sua intercessione, possiamo aprire più facilmente, anzi, spalancare le porte a Cristo. Insieme a lui viene canonizzato un altro grande Papa, Giovanni XXIII, il Papa buono.

Nel 2006 a Castel Guelfo venne inaugurata la nuova scuola statale che avrebbe accolto i nostri bambini e ragazzi dalla materna fino alla secondaria.

L’allora Consiglio dei ragazzi, nella persona del loro Sindaco, Valentina Savoia, propose l’intitolazione dell’intero complesso scolastico al da poco defunto Giovanni Paolo II. La motivazione era il riconoscimento di quanto e come questo Papa aveva parlato ai giovani.

E così avvenne.

In occasione della beatificazione, nel maggio 2011, con alcuni parrocchiani e una rappresentanza della scuola ci recammo a Roma e Il 27 aprile vogliamo tornarci.

Ci sembra il minimo per un uomo che abbiamo riconosciuto Padre.

Manifesto canonizzazione Papa

Servizio Rai sulla scuola “Giovanni Paolo II” di Castel Guelfo a Roma

Scovati anche in mezzo alla straordinaria folla del 1 Maggio 2011 i ragazzi della scuola elementare e media intitolata a Giovanni Paolo II sono stati intervistati in questo bel servizio di Rai Tre Regionale.

BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II VIDEO

FUTURI SPOSI !!!

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Quaranta ore di fede e canti

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LE 40 ORE

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Un sacco di torte e di scuola

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“Ci siamo divertiti un sacco!”. Così mi dice un papà. Il sorriso e l’ironia con cui si confida racconta molto della giornata. La corsa coi sacchi è stata motivo di risate e di un modo di giocare che ha coinvolto non solo i bambini, ma anche gli adulti. Non c’è niente che diverta di più i bambini che vedere i propri padri e le proprie madri divertirsi come anche loro fanno. E’ come se i bambini avessero bisogno di vedere che anche gli adulti sono come bambini o quantomeno possono ritornare ad esserlo.

Il sole è spuntato fuori pudicamente. Le premesse non erano state ottime. I giorni precedenti una bella pioggia aveva fatto temere che “il pranzo della scuola” sarebbe stato solo un momento a tavola. Invece, il sole si è affacciato. Non poteva rimanere nascosto invocato dal desiderio di grandi e piccoli di godersi una giornata diversa. Una giornata bella. Una giornata di scuola in cui un prato, dei sacchi, una fune, la gioia di stare insieme sono stati i nostri “libri” attraverso cui apprendere la gioia della vita.

Le famiglie si sono ritrovate per il pranzo. L’Arca è un tripudio di colori. C’è una primavera, prima ancora che nel cielo, nei gesti e nella cura con cui tutto stato preparato. Le uova di Pasqua appese ad un filo sembrano costituire – nell’Arca ci sta proprio bene – un immenso arcobaleno. Dalla parte opposta, un tavolo ospita le torte per il concorso. Sarà dichiarata la più bella e quella più buona. In molti hanno partecipato, segno della voglia di sentirsi coinvolti. Tutto è pronto. Tra chiacchiere, primi e secondi, il pranzo scorre con grande gioia. Il miracolo della comunione e della familiarità si compie. I genitori s’incontrano, dialogano, scherzano, ridono…Qualcuno si siede accanto a chi conosce già, altri si ritrovano vicino ad estranei…Anche le maestre sono diverse. Truccate e libere dal grembiule, vestite con abiti che restituiscono loro una fisionomia di donna, sono davvero belle. Il loro sguardo rimane attento ai piccoli, a che tutto funzioni, ma sono evidentemente più libere e giocose. Il pranzo compie il miracolo di fare incontrare pezzi di scuola - le insegnanti, i genitori, i bambini – in una comunione davvero suggestiva che rende tutti più vicini e familiari…I ruoli terminano, rivivono i volti delle persone. A tavola mentre si consuma, ci si custodisce.

L’attesa è tutta riversa sulla gara delle torte. Le dade sono designate ad assaggiare. I genitori che conoscono bene l’intensità del loro quotidiano lavoro e quindi anche la fatica nel gestire sorrisi e pianti, capricci e pipì, piccole gelosie e soprusi, egoismi e bisogni dei loro figli, per una volta le invidiano. Sono loro a dovere assaggiare le torte e valutarle. La vittoria spetta ad una torta molto semplice, ma evidentemente molto buona. E’ il trionfo della semplicità. La torta più bella è invece così bella da sembrare un “peccato” doverla tagliare per mangiarla…

Neanche finito il pranzo che Luca chiama le squadre per un tiro alla fune. Erano anni che non si faceva. Uno spettacolo, ma che fatica!!! Mentre si organizza la corsa coi sacchi, i bambini realizzano braccialetti con il sale colorato e dipingono su magliette. Il sole continua a benedire il nostro pomeriggio. Anche le mamme, persino le dade, si sfidano al tiro alla fune. E’ un bellissimo pomeriggio dove fare scuola coincide con l’allegria e crescere questa volta, questo pomeriggio, coincide con il giocare insieme. Non come a scuola, tra soli bambini. Non solo in famiglia, a casa. Ma in una casa grande come l’Arca e una famiglia grande quanto tutti noi.

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Programma 40 Ore

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